Questo articolo mira un poco a spiegare (spiegare tutto sarebbe troppo complicato) cosa ne penso io del software libero, e perché normalmente tento di evitare quello chiuso (alias propietario).
Nota: Mi scuso subito, ma in questo articolo (come in molti altri) non faccio distinzione tra software OpenSource e Free Software, li chiamerò semplicemente entrambi software libero.
Può anche capitare che spesso dica OpenSource per intendere anche Free Software e viceversa, ma in ogni caso intenderò sempre entrambi, non lo faccio per cattiveria, ma per rendere l’articolo più fluido ( ~ senza troppe ripetizioni).
In questo articolo vorrei spiegare, non la differenza tra la licenza software libero e la maggior parte delle licenza del software proprietario, ma cosa significa (almeno per me) usare programmi liberi, o anche perchè li scelgo e voglio usare programmi e sistemi liberi.
Per (3 o 4) anni ho avuto un computer mio sul quale ho usato Windows XP, con programmi di dubbia provenienza, e non mi sono mai posto nessun tipo di problema. A parte un paio di “Blue Screen Of Death”, il computer un poco lento e due o tre virus, non ho mai avuti problemi di nessun tipo, se volevo un programma riuscivo in qualche modo ad ottenerlo e riuscivo a fare tutto quello che dovevo fare (non che dovessi poi fare chissà cosa).
Poi invece trovo un computer vecchio e decido di “riportarlo in vita”, soltanto che Windows era troppo lento nonostante lo avessi reinstallato e configurato a dovere, e quindi dopo un po’ decido di provare Gnu/Linux, in particolare Ubuntu (la scelsi per caso, era la primo distro a cui arrivai usando Google).
Dopo soli due anni, sono invece diventato più o meno l’opposto. Prima di installare un programma guardo la licenza, se non è open vedo se esiste qualcosa di simile completamente libero, e in ogni caso vedo se esistono valide alternative.
Ho provato quindi ad analizzare alcuni vari fattori che mi hanno spinto a tale cambiamento senza che nessun mi disse: “installa Gnu/Linux e programmi liberi perchè sono meglio di quelli della Microsoft e Apple”.
Vantaggi per l’utente finale
Compatibilità
I primi giorni su Ubuntu (quando lo installai sul mio computer, ma questa è un’altra storia) furono difficili, ad esempio abituato a Microsoft Office 2003 , non riuscivo ad usare OpenOffice perché leggermente diverso (lo so, sembra una scemata, ma è stato così) è anche la compatibilità non era ottima (in modo particolare come vengono scritte le formule su Ms Office e su OOffice e come vengono salvate nei documenti .odt e .doc).
Una volta che mi abituai (nemmeno imparai, era proprio soltanto questione di abitudine!) ad usare OOffice scopri uni dei primi vantaggi, la compatibilità.
Adesso sto usando un sistema Gnu/Linux, e OpenOffice esiste per qualsiasi distribuzione (essendo i sorgenti liberi), e inoltre è disponibile per Mac, Bsd, Windows, OpenSolaris… in pratica se mai dovrò cambiare sistema operativo sono sicuro che non dovrò abituarmi ad un nuovo programma se non voglio, e lo stesso discorso vale per Firefox, Thunderbird, Gimp… tutti programmi rigorosamente liberi.
Portabilità
Ho appena scritto che i programmi liberi hanno più possibilità di essere disponibili per tanti sistemi operativi, ma è anche vero che molti (diciamo i più usati) si possono installare facilmente anche su una chiave USB, in modo da essere disponibili anche quando stiamo usando il computer di qualcun altro. Se vogliamo “esagerare” possiamo anche installare un intero sistema Gnu/Linux (non so se sia fattibile con un sistema Bsd, Solaris…), ma spesso (non sempre) per lavorare ci bastano i nostri programmi che esistono anche per Windows (supponendo di dover usare momentaneamente il computer di un amico o dell’azienda, allora avrà quasi sicuramente Windows preinstallato).
Gratuito
Sebbene essere un programma libero non è ne condizione necessaria, ne condizione sufficiente per essere gratuito, spesso si verifica questo fatto.
Questo perché i sorgenti sono disponibili, quindi chi “mastica” un po’ di informatica può prendersi i sorgenti, compilarli, e redistribuirli gratuitamente.
Naturalmente esistono dei controesempi, ed è per questo che esistono aziende che vendono prodotti open.
Ad esempio Elive, che è basato su Debian (una distro Gnu/linux molto famosa) e Enlightenment (un window manager molto innovativo), entrambi progetti liberi (ed è quindi a sua volta libero, come anche è stato scritto esplicitamente) è a pagamento (anche se si può ottenere, mi sembra, una sorta di invito per poterla installare gratuitamente).
Oppure un altro esempio è Suse e Opensuse. Entrambe sono sponsorizzate da Novell, Opensuse, come suggerisce il nome, è la versione libera e gratuita, Suse invece si basa su OpenSuse, ed è quindi in parte libera, ma viene venduta (e quindi è a pagamento), ma con tanto di manuali cartacei e supporto tecnico ed inoltre vi è già installato del software proprietario, riducendo così il lavoro di configurazione dell’utente finale.
Canonical invece non crea due versioni di Ubuntu, ma rende il suo prodotto il più libero possibile, in cambio la si deve pagare se si vuole del supporto, che mi sembra una cosa abbastanza sensata, no?
Affidabile
Premetto che non credo (non posso saperlo con certezza) di aver mai avuto particolari problemi che usavo su Windows. È vero che ho avuto un paio di virus e che spesso il mio computer era lento, ma anche se non avessi mai beccato un virus e il mio computer fosse stato sempre una scheggia non potrei dire cosa girava esattamente sul mio computer.
Ad esempio so che usavo Skype. Sapevate che usando Skype offrite un po’ di potenza del vostro calcolatore e banda di rete a tutta la gente che usa Skype? Per fortuna ho una tariffa flat, figuratevi se pagavo la connessione per il trasferimento dati quanto dovevo pagare sole se accendevo il programma. Oppure sapevate che Skype tenta di leggere le vostre password salvate in Firefox? (Sebbene il problema sia riportato nella versione 1.4.0.99 è ancora presente, basta andare sull’ultima pagina).
Non che Skype di per se mi abbia mai dato problemi, ma è anche vero che non ho avuto file importanti nel mio computer. Ma se penso gia solo al fatto che in teoria mi va a leggere le password della posta elettronica non mi fa piacere, figuratevi se salvo magari anceh quella della banca!
Un altro esempio potrebbe essere l’antivirus, immaginate se vi è un problema (prendo l’antivirus come esempio perché episodi del genere sono successi sia ad Avg (ho ritrovato qui un articolo), a Norton (se non sbaglio, non ho ritrovato nessun articolo purtroppo), Bitdefender (si veda qui) e forse anche con altri antivirus, e in questi casi spesso non potete più riaccendere Windows perchè l’antivirus vi ha cancellato un file indispensabile per il corretto funzionamento. Come è potuto accadere questo?
È stata semplicemente una svista, essendo quasi tutti gli antivirus dei prodotti chiusi, la gente che ci lavora sopra è relativamente poca (in quanto se fossero open ci sarebbe molte più gente a lavorarci) e allora sviste di questo genere potrebbero venir evitate più facilmente (e per fortuna non ce ne sono molte), oltre al fatto che probabilmente non vengono sempre testati molto i cambiamenti fatti prima, visto che non vengono rilasciate delle prerelease che possono provare tutti.

Sicurezza
Questo fattore è strettamente legato all’affidabilità, quindi come esempi potrei riprendere Skype e gli antivirus.
Ma guardiamo cosa succede in un ambiente aperto.
Si aprono due strade:
1) Possiamo modificare il programma a nostro piacimento
2) Possiamo incaricare qualcuno a modificare il programma (se non siamo capaci)
3) possiamo rimuovere il programma e sostituirlo
Nel primo caso vorrei rifarmi a questo esempio con Firefox, che grazie ai vari plugin è possibile evitare facilmente molti siti dannosi. Ovviamente esistono tanti altri modi per personalizzare un programma, quello dei plugin è un esempio molto banale.
Nel secondo caso immaginate che è stato scoperto un importante bug di sicurezza o semplicemente un bug “scomodo” nel vostro sistema operativo. (ad esempio ogni tanto vi viene bloccato un programma)
Nel caso di Apple (o qualsiasi altro sistema chiuso), dovrete aspettare che la Apple stessa rilasci una patch per correggere il bug se temete che qualcuno la possa sfruttare a danni vostri o se è veramente scomodo come bug.
Se invece il sistema è libero potete pagare una persona (al posto di aver pagato il sistema operativo potete pagare uno per adattarlo alle vostre esigenze) per correggere tale bug (se non viene corretto in fretta), che potrebbe anche essere semplicemente la disabilitazione di un servizio che non usate. Eventualmente la soluzione che avete poi adoperato può anche venir consigliata agli sviluppatori, e in questo modo avrete aiutato tutti gli altri utenti.
Nel terzo caso invece supponiamo che il browser integrato nel sistema (IE Explorer o Safari) ci continua a dare noie tra aggiornamenti e problemi alla sicurezza. Il metodo migliore sarebbe allora quello di toglierli completamente. Questo però non è possibile, mentre un sistema libero normalmente è altamente personalizzabile.
Non mi va Firefox? Installo Chromium, Midori…
Non mi piace Gnome? Cambiamolo con Lxde, Xfce, Kde…
aMsn è poco sicuro? Mettiamo Pidgin, empathy…
Ridistribuizione
Se un programma ci piace possiamo farlo provare ai nostri amici, se abbiamo intenzione di fare un progetto insieme non dobbiamo spendere ulteriori soldi.
Un paio di esempi: Supponiamo che vada ancora a scuola. devo scrivere una ricerca e mostralra al professore in aula informatica (che ha Ms Office come editor).
Con cosa scrivo la ricerca? L’editor di testo no di certo perché si vogliono inserire anche delle immagini, sottolineare il testo e via dicendo, oltre al fatto di doverla salvare nel formato .docx, comprare Microsoft Office perché possa scrivere una ricerca scolastica è una soluzione un poco costosa e “inutile” se a parte per una settimana non la userà mai perché normalmente usa OpenOffice. E cosa succede invece se il professore mi passa del materiale didattico nel formato docx? Gli spiego di salvarlo in un altro formato e scopro che lui non sa come si fa? Non sto scherzando, al situazione è veramente delirante.
Supponiamo altrimenti di avere, con un amico, la passione per la grafica. Io però mi diletto con Gimp e Pinta, lui con Photoshop. un giorno mi presenta un progetto che ha già iniziato e mi chiede se ho intenzione di dargli una mano. Peccato che però dovrei allora dovermi comprare Photoshop in quanto lui non può prestarmi la sua versione…
Maggiore supporto
Da un programma proprietario l’unico che ci può fornire veramente del supporto è chi lo ha programmato e chi ha avuto problemi uguali al nostro (se di problemi si tratta), mentre da un programma aperto è più facile trovare supporto in rete (si pensi al gran numero di blog e siti dedicati ai sistemi liberi che stanno nascendo in questi anni), oppure trovare soluzioni ai nostri problemi nella documentazione ufficiale.
Rispetto degli standard
Vi ricordate quali vantaggi ho elencato di OpenOffice? Che posso installarlo ovunque. Tranne sui computer un po tanto vecchi se voglio che siano belli reattivi.
Ma per fortuna la maggior parte dei programmi aperti supporta quasi sempre gli standard, OpenOffice è una suite d’ufficio, come anche KOffice e Abiword con Gnumeric, supportano tutti quanti gli standard aperti, come ci si dovrebbe aspettare da una qualsiasi suite d’uficio (e infatti esistono anche altre che lo supportano, oltre a quelle nell’immagine). In più spessissimo supportano anche dei formati non standard, come ad esempio i file in .doc.
Discorsi analoghi li si posso fare con i player multimediali, supportano praticamente tutti gli standard aperti e in più anche molti proprietari (normalmente installando gli appositi codec)
Cosa possiamo invece dire delle loro controparti chiuse?
Microsoft office viene venduta come un suite di ufficio, ma se ci pensate supporta solo uno “standard”, il suo. Di conseguenza sarebbe più appropriato chiamare l’intera suite “elaboratore di documenti .doc, .ppt e .xls” (si, lo so, il nome è molto lungo ma rispecchia quello che fa).
Keynote di Apple serve a creare presentazioni magnifiche (così è scritto sul loro sito), ed è possibile salvarle nei formati .key, .ppt, .pptx, .mov, .swf, .pdf, .jpg, .png o .tiff
A parte il formato .png non supporta niente di libero, molti e le bellissime animazioni (e keynote è fantastico proprio per questo) (notate l’ironia per favore
) presentate sul sito non si possono sempre salvare, se non nei formati .key e .mov, che sono molto difficili, se non impossibili, leggeri su computer che non montano il sistema operativo della apple, quindi o comprate a chi li passate un mac con tanto di keynote oppure potete pure risparmiarvi di leggere le cose che è in grado di fare, perché per salvari nel formato ppt è in grado di farlo quasi qualsiasi programma per creare presentazioni.
In ogni lingua
Se abbiamo un certo programma a pagamento, è improbabile che questo sia disponibile in tutte le lingue del mondo. Se abbiamo la “sfortuna” di parlare una lingua poco usata, oppure vogliamo impararla e quindi vorremo avere il computer in quella determinata lingua per apprenderla più velocemente, dobbiamo sperare che la software house del programma decida di aggiungere una lingua in più e che sia la nostra. C’è poco da sperare, vero?
Con il software libero invece, anche se la lingua non è presente, la si può aggiungere in modo relativamente facile. Chiaro, ogni programma funziona in modo diverso, ma dal molti programmi basta guardare sulla hompage del progetto, o su launchpad (come da exaile), oppure nell’applicazione stessa vi è la voce (se il programma non è stato completametne tradotto nella vostra lingua) “Traduci questa applicazione”.
Un vantaggio per il paese
Ogni anno l’italia spende centinaia di millioni di euro, purtroppo non sto scherzando, per comprare o rinnovare licenze di Windows, MsOffice e altri programmi a pagamento. È veramente necessario tutto questo? No, ovviamente non lo è.
Ovunque, nelle scuole, nelle pubbliche amministrazioni, negli ospedali, viene usato Windows. Perché? Perché probabilmente alcuni programmi che servono (non intendo adesso una suite di ufficio, ma programmi un poco più specializzati, come quelli che usano negli ospedali per controllare i dati sulla Carta regionale dei servizi, oppure per le prescrizioni mediche…) non esistono ancora e dall’altra parte regna l’ignoranza, infatti quasi tutti credono che il computer e Windows (come internet e internet Explorer) siano la stessa cosa.
E allora penso: con tutti i soldi che risparmierebbero soltanto per le segretarie, che devono scrivere documenti, inviare la posta e non so cos’altro, che sicuramente non hanno bisogno di un sistema operativo da più di 100 euro e di una suite d’ufficio altrettanto costosa, potrebbero avviare l’iniziativa (che poi non deve per forza costare più di tanto, in quanto scommetto che ci sarebbero molti volontari ad aiutare a scrivere i due o tre programmi necessari per gli ospedali e non so per quale altro servizio) di chiedere alle community di creare programmi liberi (cosi da essere facilmente “importabili” su altre piattaforme) in modo da poter passare in qualsiasi settore ad un sistema operativo libero.
Il sistema operativo magari non si cambia dall’oggi al domani, ma la suite d’ufficio si può senza problemi!
Quindi il nostro stato (come qualsiasi altro) ne trarrebbe soltanto beneficio a usare programmi liberi, assicurandosi una maggiore compatibilità tra i vari servizi e con l’utente finale, ed eviterebbe inoltre di spendere risorse nella pulizia del sistema o controlli antivirus. Inoltre non manderemmo così tanti soldi in america (se anche la persona singola non comprasse sistemi e software proprietario), impoverendo il nostro stato/l’europa (visto che sia Apple, sia Microsoft , sono in America)
Riassumo quindi i vantaggi che ho elencato:
affidabilità, sicurezza, condivisibilità, gratuito, portabilità, maggiore supporto, meno problemi di compatibilità e forse (se lo stato risparmia abbastanza
) meno tasse (ovviamente molti vantaggi sono uno strettamente legato all’altro).
Ma molti di questi vantaggi rigurdano l’utente finale e non chi sviluppa il programma.
Abbiamo visto che spesso (ma non sempre) i programmi aperti finiscono per essere gratuiti (o almeno esistono dei loro cloni/fork gratuiti), e di conseguenza nella maggior parte dei casi gli sviluppatori guadagnerebbero ben poco. E perchè quindi qualcuno dovrebbe voler scrivere un programma e poi “regalarlo a tutti”
Vantaggi per gli sviluppatori
Il programma è protetto
Sia ben chiaro, se uno scrive un programma libero, non è che poi il primo che passa gli copia tutto e lo fa passare come suo. Certo, può succedere (come anche ad un programma proprietario) come ad esempio possiamo leggere. Ma se il programma lo abbiamo scritto giusto per noi allora non ci interessa se questo succede, se invece il programma è ben strutturato, e mira a tornare utile a molta gente, allora basta iscriversi ad un servizio come Launchpad per ottenere molto supporto. Inoltre è facile controllare quando sono nati realmente i progetti se si pubblicano sulla rete e quindi chi ne è il vero autore (dal momento che il codice si può paragonare): Se invece chi vi ha copiato il programma e lo rilascia come programma proprietario…beh, allora è un truffatore e gli potete fare causa. Non ho mai letto qualcosa del genere, la cosa migliore da fare è chiedere a gente più esperta di me in questo settore (bel consiglio, vero? ^_^ ), ma vi sono ad esempio la free software foundation e il progetto Gnu, il cui scopo è “preservare, proteggere e promuovere la libertà di usare, studiare, copiare, modificare e ridistribuire il software per computer, e difendere i diritti degli utenti di software libero.”, quindi il supporto non manca. La GPL è una vera licenza e ha tanto valore quanto una licenza chiusa, non è un gioco! (leggetevi questo articolo di Guiodic come esempio)
Possono essere poi le stesse comunità a darci una mano, come è successo ad esempio qui, ma se infatti andate sul sito che viene riportato nel link che vi ho appena dato e usate ad esempio WOT, vi verà subito notificato che si tratta di una truffa.
Maggiore supporto
Molti progetti vengono rilasciati sotto licenza GPL o analoghe (in altre parole, sono liberi) così che persone terze possano dare una mano a sviluppare il programma, un esempio potrebbe essere The Gimp, che è “nato” come piccolo progetto per scrivere una tesina, e ora è un potente editor grafico sicuramente grazie al contributo di molte persone oltre ai due sviluppatori.
Viene scritto per passione/necessità
Molto spesso piccoli programmi vengono scritti per passione o necessità. Per studio o diletto. Non per guadagnare qualcosa. A questo punto, perché non rilasciarlo sotto licenza gpl cosi che ognuno possa trarne profitto?
Se poi il programma viene apprezzato, conquista visibilità e popolarità, può diventare un ottimo lasciapassare per il nostro futuro.
(Immagine il vostro curriculum con su scritto che siete il creatore di gimp…se non fosse diventato famoso (perché non lo avreste reso libero) non avrebbe voluto dire niente, ma adesso che è un ottimo gestore di immagini…)
Per ringraziare
Grazie ai programmi OpenSource uno può imparare con molti esempi a programmare, o può trarre facilmente spunto per il proprio programma (il che non vuol dire che deve copiare del codice) e di conseguenza svilupparlo più velocemente o evitare pericolosi errori di progettazione.
Per poter dare a qualcun’altro la possibilità di imparare dai programmi di terzi potrebbe essere quindi una buon motivo per rendere liberi i sorgenti (se non abbiamo copiato del codice, altrimenti dobbiamo rendere libera almeno quella parte (in realtà dipende dalla licenza)) e lasciare una buona documentazione.
Guadagni minimi
È vero, normalmente non guadagnereste abbastanza per vivere, ma spesso sul sito del produttore del programma vi è sempre la possibilità di rilasciare delle offerte. E se il programma lo utilizziamo quotidianamente e ne siamo soddisfatti potrebbe essere anche una buona idea.
Da alcuni progetti vi è altrimenti la possibilità di pagare un poco per chiedere che una determinata caratteristica venga sviluppata più velocemente. Normalmente in ogni caso le offerte non vengono richieste per estrapolarvi dei soldi, ma per poter mantenere in vita il progetto, dal momento che molti progetti rischiano di morire perché vi lavora poca gente, che chiaramente non ci può dedicare tutto il suo tempo se deve guadagnarsi da vivere.
Spese minime
Come anche i guadagni, i costi diventano minimi.
Avete intenzione di creare un programma per ascoltare la musica? Pensate se esistesse soltanto Windows Media Player o iTunes.
Quante camice dovreste sudare prima di riuscire, dal nulla a creare qualcosa che funzioni minimamente? E poi dovreste creare (e perdereste tantissimo tempo) oppure comprare (e dovreste pagare molto per poterli redistribuire se volete far conoscere il vostro programma) dei codec per supportare qualche tipo di file, no? Altrimenti a chi interesserebbe?
Con i programmi liberi la questione è molto più semplice. Posso scopiazzare quello che mi piace da Banshee, un poco da Amarok, decido di fare sia una versione per le qt, sia una per le gtk…come codec uso gli stessi degli altri, magari posso anche migliorarli, per i formati liberi non mi pongo nemmeno il problema…insomma, il lavoro diventa molto di meno, grazie alle documentazioni si possono integrare in modo relativamente facile nuove proprietà e sviluppare un programma con le caratteristiche che ci piacciono. O altrimenti possiamo sviluppare dei plugin appositi e chiedere che vengano aggiunti alla pagine del progetto, in modo da non dover scrivere l’intero programma ma aggiungere soltanto le funzionalità che ci piacciono.
Nota sul software proprietario
Nonostante tutti i punti ce ho elencato non sono dell’idea che i programmi proprietari siano il male assoluto (non sono un estremista…ancora
), se questi funzionano e si può dire che sono affidabili, allora potrei anche usarli.
Anche perché chi scrive programmi chiusi non lo fa per forza perché vuole nascondere qualcosa, ma perché non crede nell’opensource (sebbe ci siano organizzazioni come la free software foundation che danno tutto l’appoggio possibile), oppure perché pensa che evitare di dare a terzi il proprio codice possa dare a giusta riconoscenza, infatti (tratto da una discussione sul fatto che spywareterminator possa diventare libero o meno) si può leggere (tradotto in italiano):
“…una volta che abbiamo rilasciato il codice qualcuno potrebbe semplicemente clonare il software e dire che il suo programma (con qualche miglioreria qua e la) è migliore del nostro, creando una inutile competizione e gli utenti finali saranno confusi su quale programma installare…”
O altrimenti si può anche leggere sulle FAQ di Granola (sempre tradotto in italiano):
“Per potervi offrire un programma migliore abbiamo dovuto includere molte tecnologie proprietarie….Abbiamo un responsabilità nel difendere le nostre proprietà intellettuali…”
Ecco due banali esempi che esplicitano la loro decisione, la stessa di Bill Gates nel creare programmi chiusi, semplicemente (almeno secondo me) non credeva nel software libero e che il software chiuso fosse un modo per tutelare i diritti degli autori.
Personalmente non credo che sia un pensiero sbagliato quello di avere il diritto di non rilasciare il proprio codice sorgente. Peccato che però spesso sarebbe stato ben meglio che molto programmi venissero rilasciati come liberi, proprio per i vantaggi descritti del software libero, e per il fatto che si ottiene un effetto “blackbox”, nel senso che date qualcosa in pasto al programma e lui vi sputa un risultato, e voi non sapete perché, cosa abbia fatto in realtà, se è possibile che abbia sbagliato, se è giusto quello che dice…
Non sempre con un programma libero, che possiamo quindi vedere come funziona, possiamo rispondere a queste domande, ma almeno ci possiamo provare.
Devo anche però dire che da un programma proprietario deve anche adempiere alcuni “requisiti”.
Ad esempio un browser proprietario famoso, quindi che la gente potrebbe reputare affidabile e buono (come ad esempio Safari ed Explorer) devono rispettare gli standard e essere altrettanto sicuri almeno tanto quanto lo sono i browser liberi (e magari essere quasi altrettanto leggeri e veloci…). Questo perché possono imparare facilmente dagli altri se possono vedere il codice, piuttosto di rilasciare un browser al 100% proprietario che gli diano un libertà del, non so, 70%, quindi i pezzi di codice che hanno copiato per assicurarsi la compatibilità con gli standard o la leggerezza, come altre proprietà, e il restante codice è proprietario ed è quello per cui si differenzierà il browser proprietario e sarà per quella parte di codice che l’utente avrà bisogno di quel browser o di un altro (magari per effettuare alcune operazioni o chissà cos’altro).
Allo stesso modo mi aspetterei un poco la stessa cosa per una suite d’ufficio a pagamento: che faccia almeno le stesse cose di una suite gratuita (compatibilità con gli standard e altri formati aperti largamente usati) e che poi (e questa sarebbe la caratteristica di ogni suite) supporti il proprio formato (che magari è migliore di quello libero), offra dei servizi in più (ad esempio poter lavorare in contemporanea su un documento o qualcos’altro…fate voi). Per riassumere il pensiero: Se prendo un programma a pagamento è giusto “pretendere” che sappia fare più cose è meglio della sua alternative gratuita e libera, no?
Analogo ragionamente per un sistema proprietario, che prenda pure spunto da uno libero (e rilasci pubblicamente il codice che migliorato/copiato) e che poi aggiunga quello che vuole per poter offrire agli utenti dei servizi in più, programmi più comodi, una maggiore integrazione per i programmi, un servizio di supporto…
Peccato che questo non accada quasi mai. E di conseguenza sono i programmi liberi che devono fare questo lavoro, per proporsi come valide alternative. Spero che questo cambi, che la gente si accorga che esistono degli standard e che comincino ad usare i programmi che più gli rispettino.
Per i driver e i programmi per le periferiche segue a mio parere invece un discorso a parte. Alcune periferiche non costano poco, e secondo me è una cosa inammissibile che per poterle usare io ufficialmente debba comprare un computer con Windows preinstallato. Su alcune chiavette c’è scritto che funzionano anche su Windows, ma le stampanti e i fax? Le macchine fotografice? I cellulari? Non ho mai visto scritto che funzionano con Gnu/Linux o una qualche distro molto usata.
I programmi per poterli utilizzare corretamente spesso esistono solo per Windows (ad esempio Nokia Pc suite) ed è una cosa veramente seccante, sopratutto se le case produttrici usano progetti liberi per i loro device (su alcuni cellulari nokia può darsi che venga montato su Maemo o Symbian come sistema operativo, che sono versioni distribuzioni gnu/linux adattate per i cellulari. Perchè non dovrebbero allora poter “parlare” con la distro che ho installato sul mio computer?). Visto che se usano progetti liberi spesso vengono aiutati da volontari, mi sembrerebbe giusto dare in cambio la possibilità di usare il device su ogni sistema, no?
Edit: ho trovato la pagina relativa a questo argomento delle FSF, se qualcuno scopre un programma che viola la vostra licenza libera, la aggiungo per completezza all’articolo, vi è spiegato come comportarsi e come contattarli.
Conclusione
Per chiudere questo lungo articolo, e tornare a quello scritto all’inizio di esso, vi dico in base a cosa cerco/installo i programmi (su windows, come anche su altri Sistemi Operativi).
Prima di tutto ovviamente guardo la licenza, se è open, perfetto, altrimenti cerco più o meno finché non trovo una alternativa completamente libera.
Se trovo più programmi per fare la stessa cosa me li segno tutti, dando la precedenza a quelli liberi.
Prima di installare il programma leggo in giro se vi sono critiche particolari o note interessanti. (Giusto per capire che sia affidabile, se funziona o se invece ha un sacco di problemi ed è poco conosciuto/usato).
A me piace provare programmi nuovi (se mi interessano), di conseguenza non è per me un problema provarli, se il programma open funziona bene e fa il lavoro per cui lo ho cercato. Basta, stop, quelli che non sono open a volte non li provo nemmeno, anche se magari quello proprietario lavora un po’ meglio.
Io preferisco il software libero, e di conseguenza scelgo quello, a patto che non funzioni.
Ad esempio non consiglio minimamente ClamAv come antivirus, dal momento che non scansiona i file in lettura/scrittura (dovrebbero aggiungere presto questa funzionalità, a quel punto lo proverò e poi eventualmente lo consiglierò a chi usa Windows), ma ad esempio consiglio assolutamente Pidgin al posto di MSN nonostante non sia tutto colorato, non è in grado di condividere i files con gli atri contatti e magari ha altre servizi di meno per quel protocollo, ma per chattare e più che ottimo.
Un altro esempio è che su windows usavo programmi i pulizia vari (per fare un po’ di confronti…) , ma adesso, alla fine, installo agli amici soltanto quelli open, in fondo le differenze sono minime, e se prima riuscivano ad usare Windows senza averlo mai ripulito e deframmentato allora adesso non dovrebbero avere nessun problema con pochi Mb di differenza di pulizia.
Infine, dopo i programmi, viene l’intero sistema operativo. Ubuntu è sicuramente una buona scelta (come anche molte altre distro), ma contiene anche software proprietario. L’alternativa più libera che conosco gNewSense, completamente ripulita da programmi proprietari (basata su Ubuntu, direttamente su Debian dalla prossima release), infatti non esiste un repository con software di terze parti, come i restricted e universe in Ubuntu e Debian. Ma di conseguenza (e questo è il suo problema) il riconoscimento hardware e il numero di programmi disponibili sarà inferiore.
Ho assolutamente intenzione di provare la distro, e se dovesse riconoscermi correttamente l’hardware ed essere altrettanto comoda e semplice da usare, potrebbe diventare la mia distribuzione di default.
Ma forse alla fine preferirei comunque Debian e Ubuntu, perchè mi offrono la possibilità di installare anche programmi non completamente liberi… (ve lo ho detto, non sono un estremista
)
Spero infine che se non vi siste mai interessati di Gnu/Linux e del software libero (strano che siate finita qua allora, ma comunque…) vi abbia allora fatto opinione o destato un poco di interesse. Quello che ho scritto è una parte delle mie personali opinioni sul software, ovviamente per alcuni potrà essere giusta, sbagliata o per nulla completa, se volete sapere un po’ di più potete facilmente scoprire molte altre informazioni attraverso il web. (Wikipedia, Google o altri motori di ricerca vi sapranno essere sicuramente di aiuto)
Se avete suggerimenti per dare un aspetto più completo all’articolo, per scrivere una intera raccolta di motivi per cui qualcuno dovrebbe preferire il software libero, si possono aggiungere tranquillamente in fondo all’articolo per una maggiore visibilità.
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