Sfondi per il computer

17 10 2010

No, questo non è un semplice post dove vi spiego come cambiare sfondo sulla vostra distro, questo è un post dove vi spiego come mettere particolari sfondi alla vostra distro.
Un esempio?
Uno sfondo animato, Oppure una collezione di immagini che fa cambiare ogni tot minuti lo sfondo. Insomma, esistono sfondi più interessanti di una immagine che vedete per tutto il tempo (a meno che non la cambiate voi manualmente) , ecco qui tre esempi appena testati

Realtime Sunlight:
È possibile avere come sfondo una immagine satellitare della nostra terra che si aggiorna in tempo reale.
Per avere questo programma la cosa più semplice da fare è scaricare il file deb da dalla pagina del progetto.
(questo è il link diretto alla attuale versione del 17 ottobre 2010)
Se volete ottenere ulteriori informazioni eccovi l’indirizzo del progetto, una volta installato il programma lo trovate sotto Applicazioni/Accessori.

Come creare slideshow proprie:
Magari non vi interessa vedere il mondo, e quindi vi attira di più l’idea di mettere sfondi propri, no?
Un programma del quale ho letto buonissime recensioni è stato crebs, e il progetto è presente su launchpad, quindi aggiungerlo ad Ubuntu è veramente facile:
sudo add-apt-repository ppa:crebs/ppa
sudo apt-get update
sudo apt-get install crebs

Il programma nuovo lo troverete sotto Sistema/Preferenza sotto il nome: “Crea gruppi di sfondo e transizione”
Con i tasti + verde e – rosso possiamo aggiungere e rimuovere le immagini, attraverso le frecce si decide l’ordine delle immagini, una volta deciso il nome possiamo salvare il nostro lavoro e subito verrà impostato come background. Più semplice di così si muore…

Beh, i tipi di Wallpaper mesi prima sono comunque in qualche modo statici, cambia l’immagine ma la sostanza non cambia, adesso vi mostro come possiamo mettere delle animazioni nello sfondo o addirittura sfondi animati.

XwinWrap:
Navigando per internet ho trovato questo blog nel quale viene descritto un software in grado di far funzionare xwinwrap con una interfaccia grafica. E ci è andata bene, altrimenti avremmo dovuto perdere 2 o 3 minuti a compilare il programma e poi a dare comandi nel terminale per far partire i filmati ;)
No, sul serio, è veramente comodo questo programma, i miei complimenti a chi si è messo a impacchettarlo per noi:), anche perché ha aggiunto comode funzionalità all’interfaccia grafica.

Per installare il suo programma basta dare:

sudo add-apt-repository ppa:madnessmike/madnessmike
sudo apt-get update && sudo apt-get install xwinwrapgui

Una volta installato il programma lo troviamo sotto grafica, avviandolo apparirà una icona nel nostro menu, dal quale possiamo far partire un salvaschermo (si trovano nella cartella /usr/lib/xscreensaver), oppure un filmato a nostra scelta.
Tra le impostazioni possiamo far partire il filmato anche all’avvio, e dall’icona possiamo anche farlo smettere subito, molto comodo se ci accorgiamo che stiamo effettivamente usando una quantità di CPU esagerata (ma mai quanto flash :P ) per vedere il nostro sfondo animato.
Nel repository che abbiamo appena aggiunto sono inoltre disponibili molti altri programmi, sul Blog di madnessmike trovate tutte le informazioni, come anche su Launchpad.
Se volete un esempio concreto di cosa possiamo fare con questo programma, penso che quello di matrix sia il più gettonato, guardate lo sfondo del computer in questo mini-video su YouTube





Dockbar e barre

4 07 2010

Di default la maggior parte di distribuzioni non avrà preinstallata una dockbar (causa questioni di licenza, per protesta rivolgetevi alla Apple), quest però non implica che possiamo installarle noi!

Per poter usare i seguenti programmi dovrete avere compiz installato e funzionante, in pratica se abbiamo computer poco potenti allora una dockbar è meglio evitarla, in quanto consuma un bel po’ di risorse.

Edit:
ringrazio dadexix86 che mi ha fatto notare che non è strettamente necessario avere compiz per poter utilizzare una dock, ma normalmente basta semplicemente un compositing manager per farle funzionare (come ad esempio compiz, oppure Metacity). Gentilmente mi ha passato questo link di wikipedia che spiega per bene di cosa si tratta.
Resta comunque vero il fatto che normalmente l’uso di una dock richiede risorse aggiuntive.

Avant Windows Navigator
Il primo programma che voglio presentarvi è Avant Window Navigator, è la dockbar più simile in tutto per tutto a quella di MAC OS, per questo potrebbe piacere molto ad alcuni, personalmente però vi consiglierei prima di guardare anche le sucessive.
Per installarla basta dare semplicemente il comando

sudo apt-get install avant-window-navigator

Come possiamo vedere dalle immagini aggiungere e rimuovere applets è molto semplice, sebbene il loro numero possa apparire molto limitato non ci dobbiamo preoccupare, è difatti possibile installarne di nuove, ad esempio qui, vi è comunque anche una intera pagina su Launchpad relativa alle applet et simila, quindi per poterne usufruire basta aggiungere il loro ppa (leggete su Launchpad come si fa) troviamo una lista abbastanza completa di applets disponibili.
I temi si possono sia scegliere, sia personalizzare, mentre nelle opzioni avanzate possiamo decidere un po’ di comportamenti (come anche nella scheda preferenze).

Tirando le conclusioni non è niente male come programma, se siete ulteriormente interessati sappiate che esiste un wiki ufficiale, dove potete trovare ad esempio molti altri temi, e (non so se lo avete notato dalle immagini), il programma non è ben tradotto in italiano (controllanto su Launchpad non molto…), quindi se vi interessa potete sempre proporvi per tradurre pezzi dell’applicazione, no? Sopratutto se vi piace avere l’intero ambiente desktop in italiano.

Docky
Ho sempre letto buone critiche su docky (questa è la sua homepage), mi sarebbe quindi parso sbagliato non provarlo per descrivervelo. Esso nasce come front-end per gnome-do, la cosa interessante è che però non è necessario installare gnome-do (dando semplicemente il comando “sudo apt-get install docky”).
A prima vista non sembra essere molto diverso da Awn, non fosse per l’effetto onda, vediamo un po come possiamo configuralo.

Aggiungere docklets è anche qui di una facilità immensa (basta selezionarle e cliccare su aggiungi/rimuovi), vi sono poi degli assistenti (anche se sinceramente non mi è molto chiara la differenza con le docklets…)
Per aggiungere un nuovo programma basta trascinarlo nella dock, oppure quando il programma è in esecuzione (e quindi appare sulla dock), cliccando con il tasto destro selezioniamo in seguito la voce fissa sulla dock, se invece lo volete eliminare allora basta trascinarlo fuori.

Cairo-dock
La prima dockbar in assoluto che ho conosciuto su Linux (Homepage).
È un poco cambiata, infatti adesso installandola carica di default un tema carino, ma vediamo come possiamo personalizzarla. Basta fare click con il tasto destro per accedere a tutte le impostazioni.

Come potete vedere dalle immagini installare nuovi temi, oppure aggiungere componenti aggiuntivi, come cambiare l’aspetto è veramente semplice, vi è anche la possibilità di configurare ogni singola applet, il menu ricorda (a me ) un poco quello del configuratore di compiz :) .

Simdock
È l’ultima dock che (al momento) ho intenzione di presentarvi, lo faccio solo perché nella sua descrizione ho letto che non ha bisogno di compiz per funzionare, quindi suppongo che abbia bisogno di meno risorse delle altre dockbar che vi ho presentato..
Come potete vedere dalle immagini sono presenti ben poche opzioni in confronto alle altre dock, i lanciatori si possono aggiungere e rimuovere soltanto attraverso il tasto destro, quindi niente drag & drop come da altre dock e lista di plugin facilmente attivabili, e per i cambiamenti dell’aspetto è necessario riavviare la dock, non esiste una sorta di anteprima, si vede che quindi è molto minimale.
È anche vero che mi sembra (non lo ho testato, sono andato ad occhio) che il consumo di risorse sia minore delle altre dock, quindi potrebbe essere una buona soluzione per un computer un poco più datato.
L’unica “pecca” è che la dock non è trasparente, lo è solo per finta, in quanto come potete vedere dall’immagine e lo sfondo viene alterato un poco, niente di grave se usae sfondi monocolori :P .
Comunque, se non vi piace potete prendere un’altra di quelle che vi ho presentato, no? (Altrimenti cosa vi presento a fare tutte queste dock diverse?)
Se invece siete interessati allora la potete installare con un semplice

sudo apt-get install simdock

Adesso che vi ho presentato tutte queste dock vi starete chiedendo quale installare o se ve ne consiglio una in particolare.
Il mio consiglio è quello di provarle tutte (posso consigliarvi cairo-dock se siete interessati ad avere una dock molto personalizzata), personalmente preferisco avere un desktop più pulito, semplice e spazioso, da usare anche su computer meno potenti e trovo che le due barre di default di Ubuntu, per quanto poco personali siano, siano la mia soluzione migliore.
Se anche voi preferite le barre alla dock, date allora una occhiata al prossimo programmino che vi sto per presentare.

DockbarX
È un tipo di dockbar “nato da poco”. L’idea è stata un poco scopiazzata Windows 7, ma si differenza sopratutto per il fatto che consente di risparmiare molto spazio quando i programmi sulla dock sono aperti.
Per chi non aprovasse il tutto (cioè il fatto di copiare una cosa da Windows in generale dagli altri sistemi operativi), vorrei invitarvi a leggere le opinioni dell’autore (guardate nelle FAQ), che secondo me c’entrano in pieno l’obbiettivo.
(A mio parere non va bene copiare le cose e poi urlare di essere stato il primo a farla/non dire da dove proviene una idea, un poco come pensa la maggior parte di gente che mi vede usare il computer quando installo i programmi dai repo: “Ah, è un po’ tipo l’app store dell’iphone?”
No, è esattamente il contrario e sono molto (ma veramente molto) meglio i repo di una distro Gnu/Linux.)
Tornando alla nostra dockbar, esiste una pagina su Launchpad (e quindi i pacchetti .deb oppure i ppa ;) )
basta che diamo i seguenti comandi:

sudo nano /etc/apt/sources.list

e incolliamo in fondo al documento le due seguenti righe:

 deb http://ppa.launchpad.net/dockbar-main/ppa/ubuntu lucid main
 deb-src http://ppa.launchpad.net/dockbar-main/ppa/ubuntu lucid main

a questo punto chiudiamo l’editor e diamo il comando:

 sudo apt-key adv --keyserver keyserver.ubuntu.com --recv-keys 38BD81CA
 sudo apt-get update

e finalmente possiamo installare a nostra dockbarX dai repo (sudo apt-get install dockbarx)
Se riscontrate dei problemi durante l’aggiunta di dockbarX al vostro pannello provate a dare il comando:

 sudo apt-get install python-gnomeapplet python-wnck python-keybinder python-numpy

A questo punto dovrebbe funzionare senza problemi.
Non ci sono tantissime opzioni nel menu, quindi le lascio esplorare a voi.
Se vogliamo installare nuovi temi dobbiamo allora creare la cartella ~/.dockbarx/themes, e mettere li dentro i temi che troviamo, ad esempio questo su gnome-look, oppure tramite motori di ricerca.

Tutto qui?
Ovviamente no, esistono molti (ma veramente tanti) progetti all’infuori di questi, ad esempio vi è talika, molto simile a dockbarX (non sono sicuro chi sia nato prima dei due), un altro esempio di dock è la Kiba-dock, della quale però non esistono repo o pacchetti deb ufficiali, e dal momento che non sono riuscito a compilare i sorgenti non vi presento. (eventualmente se qualcuno riesce a compilarli potrei aggiungere i suoi consigli alla guida.)





Il bello del software libero … personalizzazioni grafiche

30 05 2010


Uno degli aspetti più belli del software libero è il fatto che possiamo modificare l’aspetto delle nostre applicazioni e l’intero sistema operativo, avere quindi un computer veramente personale, che si distingue da quello degli altri, andare oltre a cambiare lo sfondo e scegliere tra (se ci sono …) 4 temi preconfigurati.

Oltre al fatto di poter scegliere tra svariati ambienti grafici come (ne cito solo alcuni) gnome, kde e lxde possiamo adattarli alle nostre esigenze come preferiamo.
Probabilmente quasi tutti sapranno come si fa ad installare un tema in gnome o kde, e quindi volevo dilungare un attimo l’articolo sui singoli programmi opensource (evitando però programmi come compiz, beryl, dock varie… che servono a modificare l’intero ambiente grafico), per completeza però vi segnalo alcuni siti e vi rimando ad altre guide ben fatte.

Gnome
Cambiare tema è di una facilità immensa, vi rimando ad ogni caso a questa guida
e vi segnalo qualche sito dove potete trovare moltissimi temi:
gnome-look
art.gnome

KDE
Anche qui cambiare il tema non dovrebbe rappresentare nessuna difficoltà, in ogni caso vi rimando nuovamente al wiki di ubuntu
il sito principale da cui prendere i temi per kde è il seguente
kde-look

LXDE
Nuovo ambiente grafico emergente, lo trovo molto interessante e un poco incompleto, ma grazie al progetto di lubuntu molte lacune stanno venendo colmate, un sito dove potete trovare tanta documentazione:
Wiki di Ubuntu su LXDE
Blog di Streeetcross

Un altro sito che vi voglio segnalare per i temi:
compiz-themes

Comincia quindi da qua una raccolta di miniguide su come personalizzare singoli programmi per adattarli al nostro desktop:

Firefox
Il Browser OpenSource (con la B maiuscola), personalizzarlo è talmente semplice che pensavo di non includerlo, ma sarebbe stato un peccato non citare anche lui in questo elenco. Per farlo basta andare su Personas e cliccare sul tema che si preferisce, verrà così cambiato lo sfondo dell’intestazione (ve ne sono tantissimi!), se invece vogliamo cambiare tutto, come ad esempio le icone, dobbiamo installare il tema che vogliamo da qui e sarà poi necessario riavviare firefox

Thunderbird
Il principio funziona allo stesso modo di Firefox, dovete installare un plugin, se vi sono piaciuti i temi di personas allora fate così:
andate sotto Strumenti–>Componenti aggiuntivi e cercate “personas”, una volta installato vi si aprirà una tab con tutti i temi che avevate a disposizione per Firefox ;)

VLC
Detto sinceramente mi piace più di tutti il tema di default (che si integra al meglio con il proprio desktop), in ogni caso se così non fosse per voi potete allora andare su questo sito e salvare le skin interessate in

~/.local/share/vlc/skins2

Come potete vedere nell’immagine andando sulla voce temi avrete accesso a tutti quelli che avrete scaricato.

OpenOffice
Anche OpenOffice può venir personalizzato, il problema è che però non sono riuscito a trovare dei temi ufficiali in giro per la rete.
La procedura “standard” per quando avete trovato un’immagine splash (alla fine di questo paragrafo vi dico dove ne ho trovate varie), sembra essere la seguente:
1) scaricate il file immagine
2) se si trova in un archivio scompattiamola
3) andiamo nella cartella /usr/lib/openoffice/program con i permessi di amministratore
4) facciamo un backup del vecchio tema cambiandogli nome, ad esempio da openintro_ubuntu_oracle.bmp a openintro_ubuntu_oracle.bmp.orig
nota: se usate una vecchia versione il nome dovrebbe contenere la parola sun al posto di oracle.
chiaramente se non usate ubuntu il nome varierà di poco.
5) mettiamo il nostro tema nuovo nella cartella
7) adattare il nome dei loghi al nostro sistema, ad esempio su ubuntu si dovrebbe chiamare “openintro_ubuntu_oracle.bmp”, ma su debian avrà un altro nome, per risolvere basta rinominare il file.
6) Avviamo OpenOffice per verificare che funzioni

Se invece siamo interessati a cambiare anche il tema di icone, sappiate che su debian  vi sono già dei pacchetti “prefatti” (e molto probabilmente anche su molte altre distro)
digitate

apt-get install openoffice.org-style

e vi verranno proposti diversi temi, io ho scelto di dare il comando

sudo apt-get install openoffice.org-style-crystal

Se adesso apriamo OpenOffice, andiamo sotto Strumenti–>Opzioni–>OpenOffice.org–>Vista
troverete sotto la voce “Dimensione e stile dell’icona” due voci per poter cambiare il tema d’icone

Alcuni “splash screen” le possiamo trovare usando la funzione ricerca nei seguenti siti:
-kde-look
-gnome-look
-Deviantart
e con qualsiasi motore di ricerca

il tema che ho usato io (semmai vi interessasse) lo trovate qui

Gimp
Le immagini per lo splash screen si trovano in questa cartella:

 ~.gimp-2.6/splashes

Potete mettere qualsiasi immagine vogliate (io ho provato solo immagini in formato .png) che vi verrà caricata, se ne mettete più di una le userà in modo casuale
i temi li potete trovare negli stessi siti per openoffice, aggiungo anche
Gimpstuff
dove potete trovare molto altro oltre lo splash screen per Gimp (ad esempio i pennelli e via dicendo) questa immagine la trovate qui)

Pidgin
Anche Pidgin è personalizzabile, peccato vi siano ben pochi temi (di cui nessuno ufficiale), alcuni li potete trovare su deviantART, come ad esmepio Humanity.
Per installarlo basta creare la cartella

~/.purple/themes/

(.purple è la cartella di pidgin, non chiedetemi perchè si chiami così e non .pidgin…) e poi selezionare il tema sotto “Preferenze”.
Se vi interessa installare temi di icone, allora molto probabilmente li dovrete mettere nella cartella

~/.purple/icons

Grub2
Se avete più sistemi operativi nel vostro pc trovo che sia più amichevole avere uno sfondo con una immagine. Per farlo su ubuntu basta installare un solo pacchetto

sudo apt-get install grub2-splashimages

Adesso le immagini si troveranno in: /usr/share/images/grub
per modificare grub2 diamo il comando

sudo gedit /etc/grub.d/05_debian_theme

e cerchiamo una riga che definisca la variabile Wallpaper, da me la riga era così:

WALLPAPER="/usr/share/images/desktop-base/moreblue-orbit-grub.png

e la modifichiamo mettendo il percorso relativo all’immagine che ci interessa, come ad esempio:

WALLPAPER="/usr/share/images/grub/Hortensia-1.tga"

Altre modifiche non sono state necessarie oltre a ricaricare grub2, date quindi il comando:

sudo update-grub2

Plymouth
Se state usando Ubuntu, e non vi piace l’immagine che appare durante il caricamento, sappiate allora che la si può facilmente sostituire
diamo il seguente comando, così da decidere quale pacchetto installare:

apt-get install plymouth-theme
Il pacchetto plymouth-theme è un pacchetto virtuale fornito da:
  plymouth-theme-kubuntu-logo 1:10.04ubuntu23.1
  plymouth-theme-ubuntustudio 0.38.3
  plymouth-theme-text 0.8.2-2ubuntu2
  plymouth-theme-spinfinity 0.8.2-2ubuntu2
  plymouth-theme-solar 0.8.2-2ubuntu2
  plymouth-theme-script 0.8.2-2ubuntu2
  plymouth-theme-sabily 1.0
  plymouth-theme-glow 0.8.2-2ubuntu2
  plymouth-theme-fade-in 0.8.2-2ubuntu2
  mythbuntu-default-settings 0.96-0ubuntu1
  lubuntu-plymouth-theme 0.7
  plymouth-theme-ubuntu-text 0.8.2-2ubuntu2
  plymouth-theme-ubuntu-logo 0.8.2-2ubuntu2
È necessario sceglierne uno da installare.
E: Il pacchetto plymouth-theme non ha candidati da installare

io ho quindi dato

sudo apt-get install plymouth-theme-solar

dopo aver installato il pacchetto dobiamo notificargli di usare il nuovo tema dando il comando

sudo update-alternatives --config default.plymouth

ci viene ora chiesto di digitare il numero corrispondente al tema che vogliamo usare (1 nel mio caso)
abbiamo finito, se al riavvio non vi appare il nuovo tema provate a dare il comando

 sudo update-initramfs -u

(da me non è stato necessario)

Conclusioni
Finisco qui questo breve (forse anche troppo, vedrò di allungarlo con il passare de tempo) elenco di mini-guide, non sapendo se vi era qualche altro programma altamente usato (come Firefox oppure OpenOffice), che si potesse facilmente personalizzare graficamente, se avete qualche suggerimento…non esitate a commentare (cosi chè possa allungare la lista)!

Ovviamente potete creare anche temi personali, osservate ad esempio il lavoro di maxfact, che cambiando alcune (non per forza tutte) icone del tema (creandone quindi uno proprio) ha ora un desktop completamente unico.

Inoltre (altro aspetto bello del software libero) potete anche creare un vostro tema completamente da soli (con tanto di documentazione ufficiale se esiste/la si trova), ad esempio se ne volete creare un tema di icone vostro personale, o avete una immagine che vorreste usare in Firefox, allora potreste trovare interessanti uno dei seguenti link:
Tutorial icone gnome
HowTo GetPersonas
Chiaramente chiedendo e cercando per il web diventa possibile creare temi per qualsiasi programma open se si ha la voglia di farlo ;)





Gnuplot, disegniamo grafici

28 04 2010

Per un po’ di volte vi ho presentato programmi vari (Maxima, Octave, e GraphMonkey), in grado di aiutarci a compiere calcoli nel mondo della matematica, tutti questi sono in grado a generare grafici, che possono tornare molto utili nello studio di una funzione oppre nella semplice elaborazioni di dati.

Gnuplot nasce con l’intento di essere un elaboratore di dati che ci permetterà di disegnare grafici a 2 e tre dimensioni (di più diventa difficile :P ). È un programma molto potente che viene spesso implementato in altri (ad esempio octave), quindi può tornare molto comodo saperlo usare.

Chiaramente oltre ad essere multipiattaforma (esiste per Windows, Gnu/Linux, Solaris, Bsd..) richiede poche risorse, quindi possiamo usare qualsiasi computer per studiare i nostri dati.

chiaramente non elencherò tutte le qualità del programma, ma le operazioni principali che conosco e quindi quindi le più utili e/o usate, per approfondire il tema potete sempre cercare informazioni sul sito ufficiale, oppure tramite comandi nel terminale, ad esempio usando man.

Prima di tutto assicuriamoci di aver quindi installato il programmaapt-get install gnuplot

e di seguito apriamo il programma da terminale gnuplot

La prima proprietà che vi voglio mostrare è quella di poter leggere dati da un file e metterli in un grafico, creiamo quindi un file con diversi valori in una colonna, ad esempio:

1
-2
3

Il file lo ho chiamato “dati”, ed ecco che con il semplice comando

plot 'dati'

verrà visualizzato il grafico.

Assicuratevi di eseguire gnuplot nella cartella in cui è presente il vostro file, altrimenti sostituite ‘dati’ con ‘percorso/dati’, indicandogli così da dove leggere il file.

Detto sinceramente però il grafico è un poco scarno…vediamo come possiamo far di meglio, ad esempio
1) aggiungendo più valori sulle assi delle x
2) quanto deve essere lunga l’asse delle x
3) collegare i punti da linee
Eccovi i comandi (in ordine):
set xtics 0,1,18
set xrange [0:19]
set style data lines

a questo punto diamo il comando (l’immagine visualizzata è di un altro grafico, ma penso che renda comunque l’idea)replot

gia meglio, no? (non fosse che la funzione fa un po’ schifo…;))

Se volete potete modificare l’asse delle y come quella delle x, provate ad esempio a digitare

set ytics -18,2,18
replot

Prima di andare avanti voglio illustrarvi alcune picole utilità sulla barra in alto del grafico.
La doppia freccia serve per ri-tracciare il grafico, in pratica vi risparmia la fatica di scrivere replot quando ve lo scrivo io
La griglia serve per (chi lo avrebbe mai detto) mettere/togliere una griglia
La terza lente d’ingrandimento (quella con dentro il minigrafico) vi permette di adattare lo zoom al grafico attuale, in modo che possiate vedere tutti i dati in un colpo.

Fatta questa nota possiamo andare avanti con un altro esempio.

Prima di tutto diamoresetaltrimenti non riusciremo a visualizzare bene la seguente funzione che vi presento, dal momento che avrà anche valori negativi.

Creiamo un file (io lo chiamo sempre dati) con all’interno due colonne, una l’asse delle x (la prima colonna) e l’altra l’asse delle y. Ma come facciamo a fare due colonne? Basta semplicemente lasciare uno o più spazio tra i due numeri che starebbero sulla stessa riga.Il file aveva quidi un aspetto del genere:
-4 0
-3 0.5
-2 1
-1 0.5
0 0
1 0.5
2 1
3 0.5
4 0

e il grafico è il seguente dando il solito comando.
chiaramente possiamo aggiungere tutti i parametri che vogliamo:

set xtics -4,1,4
set ytics 0,0.5,1
set xrange [-4:4]
set style data lines
plot 'dati'

Bene, direi che per oggi questo è tutto. Spero che ora il programma vi appaia un poco meno ostico, volta prossima vedremo come disegnare funzioni analitiche, come quelle trattate in GraphMonkey.

Nel frattempo, se volete salvare i vostri grafici in un file immagine, allora non dovrete far nient’altro che scrivere:

set output 'plot.png'
set terminal png
replot

e un file in formato png verrà salvato nella cartella in cui stiamo lavorando.

Se v’interessano altri formati allora basta dare set terminal

e vi apparirà una lista di terminali disponibili con breve descrizione.





Compiz Utils

1 04 2010

Oggi stavo tentando di far andare un programma attraverso wine senza troppo successo, e durante la rimozione pensai: “Se forse avessi disabilitato Compiz magari avrebbe funzionato meglio!” (poi alla fine non cambiò niente, ma lo scopo dell’articolo è un altro ;) )
Infatti è d’uso abbastanza comune voler disabilitare Compiz Fusion quando si eseguono alcuni programmi, come ad esempio i giochi o la visione di un video, che hanno bisogno di molta memoria.

Quindi in teoria sarei dovuto andare sotto Sistema/Preferenze/Aspetto… e impostare su nessun effetto, una volta finito/fatto andare il programma interessato avrei dovuto rifare la stessa strada per riabilitare Compiz e magari rimettere anche alcune le impostazioni che avevo prima…

Navigando in rete ho trovato una semplicissima soluzione a questo tipo di problema: Compiz-Switch (qui trovate il blog del suo creatore).
Attraverso un click abilitiamo/disabilitiamo Compiz, che tiene salvate tutte le noste impostazioni, non si deve configurare assolutamente niente!

L’unica pecca è che il programma non è presente nei repo, pertanto dobbiamo installarlo manualmente, per fortuna esiste un comodo pacchetto deb che potete scaricare qui. Se invece non usate una distribuzione Debian-based allora potete sempre scaricare i sorgenti e compilarli (sul blog segnatovi prima trovate tutte le istruzioni necessarie).
Edit: Se avete delle difficoltà a far funzionare Compiz-Switch (alias: non funziona…), provate a seguire allora questa guida

Voglio inoltre far notare che sul blog vi è anche un secondo progetto; Compiz-Check, cioè un programma che è in grado di valutare se sul vostro computer si è in grado di far funzionare Compiz-Fusion, e se non lo si è, quali possono essere la cause (questo è il link del progetto).

Per esso purtroppo non esiste un pacchetto deb, ma l’esecuzione dello script è veramente semplice; con i seguenti comandi scaricheremo e prepareremo lo script alla esecuzione

wget http://blogage.de/files/9124/download -O compiz-check
chmod +x compiz-check
./compiz-check

Il primo comando serve a scaricare il file “compiz-check” con wget.
Il secondo associa al file i permessi di venir eseguito (con chmod).
Il terzo lo esegue, come possiamo vedere sul mio pc Compiz dovrebbe girare senza problemi (e infatti gira benissimo). Se qualcosa fosse andato storto il programma ci avrebbe avvertito per quale probabile motivo non saremo stati in grado di far andare Compiz e di conseguenza una possibile soluzione (ad esempio: driver della scheda grafica non aggiornati). Per fortuna io non ho avuto necessità di impostare/risolvere niente.